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di Stefano Paolini-----

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L'Italia è il primo paese al mondo per storia, cultura, arte, monumenti, con un patrimonio talmente vasto da non essere in grado di gestirlo tutto. E' quindi triste affermare con sicurezza che l'archeologia industriale conta ancora pochissimo, al contrario di altri paesi europei dove viene valorizzata e sfruttata. In questa categoria bistrattata quando non disprezzata rientrano i treni. Ma se per FS da pochi anni esiste la Fondazione FS, tutto il resto del mondo parallelo fatto di ferrovie concesse o tram è ancora oggi in balia degli eventi o dei primi ignoranti di turno. Così può accadere che nel 2016 un pezzo pregiato come quello in foto venga demolito. Era il locomotore VI costruito nel 1935 dalla SNOS per i traffici merci sulla tranvia Torino-Rivoli. Usato fino a fine anni '80 è stato poi salvato dal Museo Ferroviario Piemontese. E' rimasto preda di meteo, rovi e ruggine dal 1997 al mese scorso in una cartiera a Germagnano. Per 19 anni è stato un fantasma. Fino a che i solerti liquidatori della cartiera in fallimento non hanno pensato bene di ridurlo in pezzi insieme ad altri 4 mezzi delle intercomunali torinesi, senza nemmeno chiedersi cosa si stava demolendo, senza nemmeno chiedersi se potesse essere fatto senza infrangere leggi sulla tutela. Il mondo degli appassionati si è accorto a cose fatte, il Museo proprietario dei mezzi persino dopo. E adesso? Non possiamo attendere la prossima demolizione dovuta alla stupidità. Bisogna muoversi subito e in fretta. Foto Alberto Perego.  

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