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Biella, cittadina dall'antica
tradizione tessile, è raggiunta da due linee locali dalla storia complicata.
Quella proveniente da Novara era in origine la ferrovia concessa SFBN, assorbita
dalle FS negli anni '50; quella che giunge da Santhià era la SFB, assorbita
anch'essa negli anni '40. Le due stazioni di Biella furono unificate nella
stazione di Biella S.Paolo negli anni '60, a favore dell'esercizio di queste due
tratte. Il carattere di queste due ferrovie è sempre stato locale, maggiormente
da quando il servizio negli anni '60 fu affidato esclusivamente ad automotrici.
La linea di Novara si stacca dalla stazione lato Torino, si perde subito in
mezzo alle risaie fino a toccare la stazioncina di Nibbia (il nome è tutto un
programma...), poi Casaleggio, Sillavengo e Carpignano. Prima di raggiungere la
successiva fermata di Ghislarengo, la linea attraversa il fiume Sesia con un
bellissimo ponte a più arcate. Giunta poi a Rovasenda, la linea si
affianca e poi sottopassa la linea da Santhià per Arona.
Questa
particolare stazione è divisa in due livelli, raccordati tramite i binari dello
scalo merci: questo perchè la nostra linea era concessa e quella di Arona era
già statale. Riprese le atmosfere desolate delle risaie, il binario tocca la
stazione abbandonata di Masserano e incontra la prossima fermata solo a Cossato,
dopo molti chilometri percorsi in mezzo ai campi di riso. Da Cossato inizia
l'area suburbana di Biella, una volta ampiamente servita dalla FEB (Ferrovie
Elettriche Biellesi). I treni fermano ancora a Vigliano e a Biella Chiavazza,
per poi fermarsi a Biella S.Paolo. In questo enorme e vuoto piazzale risaltano
lo scalo merci di ampie dimensioni e la rimessa a 4 vie con piattaforma
girevole. All'esterno del fabbricato viaggiatore partivano una volta i treni
della FEB e i tram della linea extraurbana per Oropa. Fra Novara e Biella
attualmente circolano 15 coppie feriali di treni, dei quali 4 effettuate da
treni loco+carrozze. I turni sono coperti da ALn.663, ALn.668.1500/1800 e da
D.345 + carrozze.
I merci sono una vera rarità: transitano fra Rovasenda e
Novara solo in caso che ci sia la necessità di dirottare il merci Novara -
Romagnano (- Borgomanero - Novara) per carri da caricare nello scalo inferiore
di Rovasenda. Da Biella i treni per Santhià lasciano la stazione dal lato
opposto (Biella quindi è stazione di transito), descrivono un'ampia curva fino
a giungere a Candelo, bellissima e antica stazione in curva. Qui un raccordo per
uno scalo di casse mobili fornisce tutto il traffico merci alla linea, con una
coppia di merci giornalieri che al lunedì è in carico ad una doppia simmetrica
di D.345. Da Candelo la linea con un' altra curva arriva alla strana fermata di
Sandigliano - il cui fabbricato è in rilevato rispetto alla linea - e giunge
poi alla stazioncina di Vergnasco. Da qui si arriva a Salussola - sede di
incrocio - e, fra i campi, si tocca la fermata abbandonata di Brianco. Il
binario prosegue fra le risaie fino a Santhià, dove arriva affiancando quello
della linea da Arona. Anche qui i treni - 16 coppie - sono in carico ad ALn.663
e 668, nessuna coppia è affidata a loco e carrozze. Entrambe le linee
sono state le ultime a vedere le ALn.668.2400 in esercizio, che sostituirono a
loro volta ALn.772 e 773.
Il vapore era dominio di 880 e 640. Fotograficamente
parlando, queste località sono state la palestra per molti fotografi alle prime
armi: gli ampi spazi aperti, la possibilità di sperimentare inquadrature e
controluci con tutta facilità sono un motivo per visitare queste linee anche da
parte di chi fino ad ora si è fermato a scattare solo in qualche stazione. Il
vero problema è scoprire punti e scorci senza avere una buona cartina
sottomano: molti punti fra risaie e canali sono raggiungibili solo con stradine
sterrate e con tanta pazienza. Alcuni punti più facili sono: il cavalcavia di
Nibbia, dall'ottima visuale pomeridiana; il ponte di Sillavengo, buono al
pomeriggio e verso sera; il ponte sul fiume Sesia; la stazione di Rovasenda e
quella di Masserano. Sulla linea per Santhià i punti sono minori: la stazione
di Candelo, quelle di Sandigliano e Salussola e alcuni campi presso Brianco.
Periodo migliore è inevitabilmente Aprile/Maggio, per le risaie allagate che
conferiscono quel fascino padano tipico di queste zone. In conclusione: se
volete provare a sperimentare la vostra tecnica fotografica, fate un viaggio in
questi luoghi; i risultati appagheranno la vostra ambizione!
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