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Il primo cantiere AV con mezzi ferroviari è stato in assoluto quello di
Piacenza Le Mose, installato a Gennaio 2003 per la raccolta di pietrisco e
traversine, in vista della futura posa di armamento della tratta AV in
zona. Il servizio di manovra è stato da subito in carico alla V.216 K.055
Serfer, fresca della sua nuova livrea, dopo una revisione a Udine e dopo
vari altri servizi sui raccordi della società genovese. Lo scambio che
immette allo scalo è stato posato in piena linea sulla tratta
Piacenza-Cremona, nella stessa zona dove si trova il raccordo Ikea. I
treni di materiali arrivavano da vari siti fino a Piacenza, da dove in
regime di manovra e solo in ore notturne giungevano fino allo scambio di
cui sopra. Qui la V.216 prendeva in carico i carri (lunghe teorie di carri
VFaccs o Faccs) per manovrarli sui diversi tronchi e quindi pronti per
essere scaricati con pale gommate. L'attività di questo raccordo è cessata
nel Marzo 2004, in attesa dell'avanzamento lavori sulla linea AV che vedrà
altre società avvicendarsi nei lavori di posa e preparazione
dell'armamento utilizzando il materiale qui accumulato e stoccato. |
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Il secondo cantiere AV è stato quello presso Soliera, aperto nell'estate
del 2003, dove il fascio di servizio con scambi e binari di sosta si
dirama con uno scambio in piena linea poco a nord della stazione di
Soliera, sulla Modena-Mantova. Anche qui l'attività - ancora in corso - è
a carico della Serfer che vi ha dislocato la V.216 K.155, anch'essa dopo
una revisione eseguita a Udine. L'iter di lavoro è il medesimo, per lo
stoccaggio e la raccolta di pietrisco e traversine. In questo caso i treni
completi di VFaccs giungono a Modena da Bologna sempre in ore notturne con
un merci in doppia trazione di D.345 appositamente creato. In altri casi
il pietrisco arriva nientemeno che da Giuncarico (GR) con due appositi
treni fino a Modena (56324 e 56326). Anche qui l'attività è solamente
notturna ed è quasi al termine, in attesa della seconda fase: la posa
dell'armamento. |
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Il terzo cantiere AV è stato creato nel Marzo 2004 ed è rimasto dormiente
fino al 2 Aprile, quando l'ennesima loco Serfer è stata condotta in loco
tramite una tradotta con 245. E' situato presso Ospedaletto Lodigiano e lo
scambio col quale si stacca dalla linea Pavia-Codogno è anche qui in piena
linea, prima della stazione di Ospedaletto. Lo scopo è ancora quello di
accumulare i materiali per i lavori futuri, che vengono convogliati con
treni appositi fino da Roncafort (TN). |
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Da Roncafort (scalo di Trento) il pietrisco arriva lun-ven col treno 92015
fino a Milano e da li col 91317 fino a Casalpusterlengo, alcune volte alla
trazione di nuovissime E.405. Da Casalpusterlengo, alla trazione di una
D.343 appositamente arrivata dal DL di Cremona, col merci 91318 i carri
arrivano fino alla stazione di Ospedaletto. Qui il convoglio viene
rapidamente ribattuto e poi condotto fino allo scambio in linea. Solo nei
giorni di lun/mar/gio c'è inoltre un altro treno sempre da Roncafort
(92013) che arrivando anch'esso fino a Casalpusterlengo rende necessaria
una seconda tirata fino a Ospedaletto e quindi fino allo scambio in linea.
Per cui 3 giorni alla settimana la linea non elettrificata da
Casalpusterlengo vede ben 4 coppie di merci, dopo anni di totale
immobilismo sotto questo aspetto. |
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Una volta ribattuto il treno in stazione, il D.343 traina i carri fino
allo scambio in piena linea. Vengono poi spinti lungo le rampe di raccordo
dello scalo, pronti per essere ricevuti e manovrati dalla loco Serfer, già
DB. Il D.343 alcune volte provvede a raccogliere i vuoti subito, altre
volte invece ritorna isolata fino a Casalpusterlengo per condurre subito
l'altra teoria di tramogge allo scalo AV. La differenza più evidente
rispetto alle altre attività è la loro effettuazione completamente diurna,
a causa della disabilitazione notturna della linea Pavia-Codogno. |
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Una volta presi in carico i carri, la loco Serfer si occupa di smistarli a
gruppi sui lunghi binari di scalo, dove sono stati predisposti alcuni
punti di scarico sempre a mezzo di pale gommate. Uno scorcio
particolarmente bello per fotografare si trova alla radice dello scalo,
che deve necessariamente attraversare una piccola strada alberata che
conduce ad una cascina. Il continuo "avanti-indietro" dei treni sarebbe di
disturbo per gli abitanti, se non fosse che questa attività si concentra
in poche ore alla mattina e cesserà comunque quando la linea AV sarà
pronta. |
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L'asta di manovra dello scalo si conclude con una larga curva già posata
in direzione della futura linea AV, parallela all'autostrada
Milano-Bologna. In questo modo sarà già disponibile un raccordo per i
futuri treni di posa binari che giungeranno da Casalpusterlengo verso la
nuova linea. La V.216 qui in manovra spunta una colonna di carri con
grande sforzo dei motori. A causa della bassa velocità con cui vengono
effettuate le manovre, molti detriti si depositano sulle prese d'aria
senza che queste si possano ripulire e causando quindi questa spettacolare
colonna di fumo degno di una vaporiera! |