Da Olbia a Golfo Aranci

Questa volta ci occupiamo di analizzare col solito occhio fotografico una delle linee più fotogieniche d'Italia: la Olbia-Golfo Aranci. Questa breve antenna che corre nel promontorio a nord della Sardegna parrebbe una linea d'importanza del tutto secondaria, ma in realtà è l'ultimo collegamento che supporta i pochi traffici merci rimasti alla ferrovia nel territorio sardo. Golfo Aranci infatti è l'ultimo porto dove si imbarcano regolarmente i carri merce che dall'isola arrivano al "continente", al porto di Civitavecchia. Gli analoghi impianti di Porto Torres e Cagliari sono da tempo sottoutilizzati quando non abbandonati del tutto. La linea inizia idealmente alla stazione di Olbia, come naturale proseguimento della tratta che da Chilivani (e Cagliari/Sassari) porta fino a qui. Nella realtà i servizi passeggeri si interrompono tutti qui ovvero nessun treno - eccetto il Reg. 8969 della mattina su Cagliari - ha destinazioni diverse da Golfo Aranci. Quindi le 12 corse giornaliere sono tutte espletate da ALn.668 o 663 con una sorta di servizio a spola. Nel periodo estivo vengono aggiunte alcune corse di automotrici e gli stessi treni sono aumentati in composizione, ma di fatto la nostra resta una linea separata dal sistema passeggeri dell'isola. Per quanto riguarda invece il traffico merci, vediamo il transito di 10 treni, tutti assegnati alle D.443, spesso in doppia se non tripla trazione. La periodicità di questi merci - trasporto container o merci-tradotta - è molto variegata e solo per alcuni di essi l'effettuazione è giornaliera. Se prendiamo in considerazione ai nostri fini fotografici quelli nelle ore diurne, la quantità di transiti però scende a 6 treni/giorno, in una fascia oraria fra le 8.00 e le 19.30. Tre di questi convogli sono diretti a Chilivani - e da lì a Sassari/Porto Torres - mentre i rimanenti hanno destinazione Cagliari. Chiaramente non sono conteggiati gli straordinari. Anche gli orari sono molto elastici, in larga parte essendo dipendenti dalle condizioni del mare e dalla puntualità del traghetto in arrivo da Civitavecchia. Dal momento che - con una scelta molto ottusa e discutibile, politica si potrebbe dire - Trenitalia/FS ritiene che una sola nave sia sufficiente a garantire questi traffici, la prospettiva di crescita o persino di durata di questo tipo di trasporti sia quantomeno deludente. Ma veniamo al nostro viaggio. La nostra automotrice parte dalla bella stazione di Olbia, curata e con la sua pensilina d'epoca sul primo binario. Appena partiti incontriamo un bivio: un binario curva deciso sulla nostra destra e sparisce. E' il tronco che conduce fino a Olbia Isola Bianca. E' chiuso da almeno 12 anni, vanificando ogni tentativo di integrazione treno+nave. Una volta c'era un servizio a spola - quando non servizi diretti - che portava i passeggeri direttamente sul molo di attracco delle navi; con la scusa di alcuni lavori di consolidamento e stradali la linea non ha mai riaperto i battenti e il suo binario e la singolare stazioncina di testa a Isola Bianca rimangono invasi da erbacce e camion a testimoniare quanto si pensi in positivo della ferrovia... La prima parte del nostro viaggio lungo i 21 km della linea è caratterizzato dalla presenza costante della SS.125 a lato della ferrovia, vanificando ogni proposito fotografico. Quando in località S.ta Lucia inizia la SP.16 per Marinella, anche la nostra linea si stacca dalla strada e inizia un tormentato percorso di curve e controcurve fra colline e rilievi caratterizzati dalla profumata presenza della macchia mediterranea. Dopo ben 12 km incontriamo la prima fermata: Rudalza. E' poco più di un marciapiede, a servizio di alcuni insediamenti turistici sorti sulla costa, da qui circa ad 1 km in linea d'aria. Appena prima di questa fermata c'è già un buon punto fotografico: un curvone che può essere dominato dall'alto della stessa Strada Provinciale vi permette di riprendere i treni da Golfo con lo sfondo del mare. La luce migliore è fra le 11.00 e le 14.00. Oltre Rudalza la linea è nascosta in trincee o fra la vegetazione e corre sempre affiancata da strade, in molti punti lambisce grossi villaggi turistici e zone residenziali. Dopo appena 2 km arriviamo a Marinella, fermata con un piccolo fabbricato. Proseguiamo senza neanche sprecare altro tempo. Altri 3,5 km e sostiamo ancora: siamo a Cala Sabina, altro marciapiede sperso nel nulla, senza fabbricato, anche minimo. La fermata è in una posizione spettacolare e veramente "vacanziera". Non a caso moltissimi preferiscono prendere il treno e scendere qui piuttosto che arrivare al mare in auto: alcuni sentieri dalla lunghezza veramente esigua portano dalla ferrovia direttamente sulle splendide acque del Golfo di Marinella, così vicino alla famosa Porto Rotondo delle cronache mondane. Il consiglio è di scendere qui. Già mentre il treno è in sosta possiamo guadagnarci un'inquadratura degna. Poi - con spirito da trekker navigato (...), semprechè non abbiate scelto di fare il bagno! - decidiamo di percorrere i restanti 5 chilometri abbandonando la strada e seguendo metro per metro la ferrovia. E ne vale la pena! Già dopo qualche centinaio di metri dopo la fermata di Cala Sabina ci si apre uno spettacolo incredibile: dall'alto di alcuni rilevati si domina la linea con lo sfondo della bellissima caletta, acqua trasparente e in estate barche all'ormeggio. Da questo punto fino a poco prima di entrare nella periferia di Golfo Aranci la linea corre molto vicino al mare, con un andamento tormentato e fra piccoli rilievi che permettono moltissima libertà di inquadrature sempre belle e variegate. In alcune si riesce ad includere la piccola isola di Mortorio . L'arrivo a Golfo è senza storia: fra palazzoni e fabbriche s'insinua la stazione, caratterizzata da un bellissimo fabbricato con pensilina in ghisa. La stazione pare di transito, anche se tutte le corse passeggeri terminano qui. Infatti i merci diretti al porto proseguono oltre, fino ad attestarsi nell'ampio scalo che sta a sud della stazione e che termina con un'asta di manovra e ricovero a picco sul mare. Da questo fascio merci si stacca in senso contrario una breve antenna che si ramifica in più fasci; questi conducono ai 3 moli con rampe di carico e ad un fascio ricovero ulteriore, ubicato a ridosso di via Libertà. Il piazzale del porto è completamente asfaltato, a beneficio di automezzi di ogni tipo che condividono i moli con la ferrovia. Il carico dei carri sulla nave - effettuato per interposizione di cisterne a due assi o pianali - è ad opera di una D.145, stabilmente assegnata a Golfo. Sulla linea come detto circolano normalmente solo automotrici, ma fino a pochi anni fa nel periodo estivo molte corse erano sostituite con treni a materiale ordinario: D.443 + UIC X. Da quando tutte le D.443 sarde sono passate alla divisione Cargo questo servizio è cessato e si preferisce aggiungere altre ALn a quella che abitualmente fa la spola lungo la linea. Stagioni consigliate per una visita sono Primavera ed Estate, con l'esclusione del mese di Agosto: i merci in quel periodo potrebbero essere ancora meno... Ora qualche immagine.